La nostra storia

La nostra storia

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LA STORIA

Antica osteria a gestione familiare, dal 1961 porta avanti la grande  tradizione della cucina romana.
Fu proprio Marcello Santececca, con sua moglie Alessandrina, famigliaa rilevare nel ’61 questa piccola osteria nel cuore di San Lorenzo, in Via dei Campani 12.
“da Marcello”, come la stragrande maggioranza delle osterie negli anni ’50-60, era il classico locale per “fagottari”, metteva a disposizione tavoli e vino sfuso, il resto, pagnottelle o cibi cucinati, era a discrezione del cliente.
AlessandrinaAlessandrina intanto, in cucina era intenta a preparare (per i più abbienti) quelli che ancora oggi rimangono i capisaldi di questa osteria: la pajata, la coda alla vaccinara, la coratella, la trippa, la matriciana….
Il figlio Isidoro, classe 1958,  inizia a sgambettare da subito nell’osteria dei genitori, una splendida gigantografia all’entrata lo ritrae all’età di sei anni con la tipica “fojetta” in mano.  Oggi è lui a portare avanti, con grande passione e umiltà, l’eredità del padre.
L’osteria conserva ancora gli arredi originali, poco o nulla è cambiato, stessi tavoli, stesse tovaglie di carta, e se vi affacciate in cucina vedrete una piccola signora con i capelli bianchi: è Alessandrina, che dopo più di cinquant’anni è ancora lì, a spignattare dietro ai fornelli.04

LA CUCINA

Dalle sue origini ad oggi lo spirito di questa osteria è rimasto invariato, la cucina romana attuale, grazie all’esperienza unita alla conoscenza e al rispetto della materia prima, racchiude in se gli elementi più significativi di una cucina genuina ed essenziale.
E’ una cucina che rispecchia la storia di Roma, fatta di culture differenti e di usi e costumi derivanti dalla mescolanza di origini diverse, dall’apporto di culture differenti sono nate, infatti: la tradizione della cucina testaccina, detta del Quinto Quarto (trippa, coda alla vaccinara, animelle, pajata), la tradizione giudia, del Ghetto (carciofi alla giudia, filetti di baccalà) e ancora, la tradizione castellana, derivante dai quartieri periferici e dalle campagne dei Castelli (abbacchio).
Accanto ai capisaldi della cucina tradizionale il menù offe anche alcuni piatti rivisitati come le polpette di ceci su crema di melanzane,  il millefoglie di melanzane scamorza e pesto o lo sformatino di patate cipolle e sesamo, le verdure e gli ortaggi sono prevalentemente di stagione, i dessert sono fatti in casa secondo le migliori ricette della tradizione.